Tracce e messaggi dall'anima in racconti di luce

di Giuliana Iannotti

 "Trasumanàr" significa andare al di là dei limiti della natura umana, attraversandola, trasformandola  fino al suo superamento, proiettandosi verso una forza generatrice più alta, la natura divina, la stessa che,  secondo me, anima il principio creativo e che dovremmo accogliere ogni giorno nella nostra vita.
Il termine, preso in prestito dai  neologismi di Dante, racchiude con potere evocativo il messaggio di Maria La Mura, un'artista di Angri, che vanta un curriculum ricco di partecipazioni a mostre di rilievo sul territorio nazionale e un grande successo di critica e pubblico.
La  Mura ha partecipato alla "BeneBiennale 2014, Prima Biennale Internazionale di Arte Contemporanea di Benevento", organizzata dall'A.C. XArte e dalla ProLoco Samnium, aggiudicandosi il "Premio Critica" e il "Premio Stampa". La vittoria di questo secondo premio le ha dato la possibilità di esporre con una personale presso la "Arte Studio-Gallery", galleria d'Arte di Mario Lansione, artista e membro della giuria di BeneBiennale 2014.
Maria La Mura ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua ricerca artistica muove da una matrice astratto/informale, con una spiccata inclinazione al rilievo materico, per dare vita ad una produzione artistica che contraddistingue l'artista rendendola unica nel panorama artistico contemporaneo: il suo segno personale e distintivo, rappresentativo dello stesso esistere dell'artista, simboleggia  il  flusso vitale ed espressivo di una personalità eclettica in continua evoluzione.
Nella mostra Trasumanàr sono presenti opere  in ceramica e tecniche miste con l'uso di materiali particolari come polistirene, banda stagnata e sabbia. Luce, Tracce, Echi, Vibrazioni e Riflessi: sono questi gli elementi essenziali del percorso espositivo che anima l'intera galleria.
L'artista ci ripropone un'opera presentata "incompleta" alla sua personale "Senso e Materia" - Castello di Calitri (AV), 2012 - proprio allo scopo di concluderla nella personale successiva.  Anche in questa occasione, l'artista pone all'attenzione dello spettatore un'opera incompiuta,  a sottolineare la continuità di un percorso, il proseguire della sua ricerca che tende a cancellare limiti e delimitazioni: l'artista mette in atto una vera e propria rappresentazione del proprio essere e del proprio sentire, ogni mostra è come la pagina di un libro che ha la sua continuazione in quella successiva. L'artista segue un filo conduttore, un discorso poetico che cresce e si dilaga in un cammino artistico divenendo spirituale, che "narra" un pensiero dinamico, un continuum riconducibile al flusso dell'energia vitale.
Emblematica è  "… il sole brilla… alza lo sguardo… affronta… vedi… senti… e vivi", nella quale il titolo contiene già tutta la poesia e la comunicazione evocativa che poi l'opera rivela: si presenta come le pagine di un libro che si aprono, si snodano,  dove il racconto del sé è rappresentato dai segni e dagli elementi scelti, sono racconti di luce che illuminano il cammino.
Le sue opere non vivono di mimesi o di necessità descrittiva, ma prendono consistenza cromatica, frutto di impulsi,  moti energici e nuovi stati d'animo.
Il segno e la tecnica usata comportano un moto di azioni e re-azioni ripetute: si attua un corpo a corpo con la materia dove l'artista traspone i vortici che si scatenano nell'animo umano. La metamorfosi innescata porta ad una nuova percezione dell'intelligibile, visioni tradotte in luce e colore.
Sia nelle opere in cui la materia si sovrappone o viene incisa  e scavata, sia nel monocromo che là dove si unisce il colore, tutto anela alla composizione di un inconsueto e rinnovato universo, attraverso differenti approcci per arrivare ad una diversa consistenza del proprio io.
Le opere di  Maria esaltano l'essenza della materia, violano la consistenza di ogni forma, proiettano in una dimensione dove possiamo viaggiare anche senza muovere il nostro corpo. Sono viaggi incisi, ricerche profonde, indagini che vanno oltre la superficie delle cose, tragitti in grado di esaltare l'incorporeo nella materia stessa. L'ambiente espositivo diventa uno spazio nuovo che contiene la proiezione di uno stato interiore, accessibile attraverso la percezione della definizione del segno, del profilo cromatico, di ombre e contrasti, di pieni e vuoti.
Nella galleria  beneventana l'artista propone l'annullamento della realtà, l'abolizione di spazio/tempo, offrendo allo spettatore una nuova dimensione in un temporaneo distacco da ciò che lo circonda per entrare a far parte dell'opera e quindi dell'immaginazione e della creatività di La Mura. "Luce" è il titolo dell'installazione che occupa l'intera pavimentazione della galleria con sabbia e bande stagnate. È l'opera che funge da sfondo a tutte le altre, unificandole in una sinergia splendente e vitale, è come un filo luminoso immaginario che collega ogni elemento e le diversi fasi creative, quindi i frammenti di vita dell'artista. La sabbia rinvia e diffonde incessantemente la luce e l'opera è in un continuo divenire, così come la nostra percezione della stessa. Il riflettersi della luce sulla sabbia, sulle bande, sul bianco assoluto e sui colori di Maria crea una relazione tra gli equilibri visibili e quelli invisibili, fino ad una tensione all'assoluto. Trovandosi a camminare sull'opera, dentro l'opera, immerso nel percorso di Trasumanàr, quello che lo spettatore avverte è un senso di sublimazione mistica.
La sabbia è un elemento naturale mai stabile, portata dal vento e dall'acqua, che cambia forma ed il proprio modo di adagiarsi, in un continuo mutamento, proprio come noi esseri umani. Ci riporta al mare, al suono del continuo infrangersi delle onde, alle tracce che l'uomo lascia e che il mare cancella, a ricordarci la caducità della vita terrena e, al contrario, la nostra vera essenza, quella spirituale, ad essere tesi verso un senso possibile  e, quindi, non immediatamente accessibile.
La luce conferisce forma e colore, Maria La Mura sembra voler dare forma e colore alla luce, proiettando in essa il proprio anelito nel cercare il sé oltre l'effimero, al di là del tangibile. La luce è la traccia lasciata dall'artista, una luce spirituale e rivelatrice che ci conduce oltre ciò che vediamo.
Lo spettatore è invitato a compiere un percorso di scoperta sulla straordinaria ricchezza di significati e valori che la luce ci offre .