Giuseppe Cotroneo

Testo critico di Mario Lanzione
dal catalogo "Astrattismo Totale"  edito da Paparo - Napoli


Pur conservando il carattere dello scultore, il passaggio alla pittura è l'esperienza artistica condotta da Giuseppe Cotroneo, derivante dall'esigenza di sperimentare l'immediato contatto con il colore e con un campo visivo che racchiuda una dimensione spaziale costituita da materia e fasci di luce.  Circoscritto da figure geometriche piane o tridimensionali, l'accumulo di materiali è, simbolicamente, il risultato scaturito dall'introspezione dell'uomo costituito di sostanza organica. Questi elementi, sono residui della memoria rispetto a una realtà oggettiva sempre percepita, ma l'obiettivo è di entrare nell'"essenza" del corpo che implode nella sua "interiorità", che si libera della struttura anatomica per trasformarsi in una concentrazione  materica e che ridiventa vitale attraverso la sensibilità dell'artista. Anche nel precedente periodo figurativo, la massa e  
l'entità fisica, sono stati elementi di elaborazione, decisivi ai fini del significato dell'opera. Le figure sventrate, i corpi trasformati in tronchi e rami d'albero sommersi dalle foglie naturali sono un'esperienza già "consumata" dal nostro artista.
La metamorfosi da una rappresentazione iconica a una poetica astratta è, dunque, da considerarsi un superamento e una crescita intellettuale da non confondersi come un ripudio della sua originaria appartenenza. Cotroneo non ha la necessità di abbandonare l'elemento "figurativo" poiché il suo trasporto è sempre concentrato sulla materialità dell'uomo: passando dall'esterno all'interno del corpo umano va a ricercarne la sua sensibilità, ne estrae la parte più intima, nascosta, sconosciuta anche a se stesso. E' in questa esplorazione che raggiunge il grado di fusione tra la materia e la struttura geometrica, tra la realtà oggettiva e la propria intima spiritualità. E' un'espressione astratta che conserva la memoria delle proprie conoscenze che, anche se sofferta nella sua evoluzione esistenziale, va alla scoperta di un mondo fantastico e istintivamente riprodotto tra ammassi di materia e grumi di colore. L'architettura geometrica segna il passaggio alla riflessione, il ritorno alla concretezza che gli impone una delimitazione dello spazio informe come determinazione tra l'inconscio e la consapevolezza del proprio agire.
Nel passaggio alla risoluzione grafica, l'operazione di Cotroneo diventa raffinata, lirica, meno drammatica nella sua trattazione, ma impregnata di un affannoso lavorio sottoposto alla liberazione dalla massa corporea. Qui, Cotroneo, diventa un altro operatore ma sempre l'artista con la stessa sensibilità e obiettivi. In questo passaggio, la materialità è rappresentata dal "chiaroscuro a retino" guidato dall'istinto ed è, dall'accumulo di quei trattegg i che la composizione si dirada, si espande, per acquistare spazialità attraverso costruzioni geometriche che, razionalizzando il segno spontaneamente distribuito, ne rispetta la freschezza poetica dell'immediatezza delle tracce d'inchiostro. E' in questo spazio di tempo, in questa sensibilità nascosta, dalla spontaneità e dalla conoscenza che l'opera di Giuseppe Cotroneo nasce e si solidifica, nella saldatura e coesione tra i due concetti razionale/irrazionale che sono la base e la sintesi di tutta la ricerca dell'Astrattismo Totale.