Normatività e libertà espressiva nelle radici storiche e nelle ragioni identitarie di Astrattismo Totale

Testo critico di Rosario Pinto

 

E’ possibile fornire una convincente prospettiva della coscienza creativa maturata  nel corso del secondo cinquantennio del ‘900 nelle scelte di declinazione aniconica, osservando quanto abbia saputo rendersi imprimente l’azione degli artisti che hanno inteso integrare la pratica di una regolamentazione consapevole della disposizione creativa con la estrinsecazione propositiva di una libertà gestuale eslege.

Lungo tale gradiente e prendendo in esame un segmento storico ed ambientale tutt’altro che trascurabile, che è quello che si dispiega in Campania dagli ultimi anni Quaranta a tuttoggi, emerge come dalle proposte iniziali di ordine ‘concretista’ e ‘protoinformale’ rispettivamente di Renato Barisani e di Domenico Spinosa, ma anche da quelle prossime alla temperie ‘espressionista-astratta’ proprie di Salvatore Emblema, si giunga alla consapevolezza matura delle dinamiche ‘astratto-informali’ messe in campo dal gruppo – beneventano di origine, ma di proiezione nazionale – di ‘Astrattismo Totale’.

La figura centrale di questa articolazione storica è senz’altro quella di Mario Lanzione per la funzione di ‘cerniera’ che egli svolge tra la generazione dei ‘padri storici’ (Barisani, Spinosa, Emblema) e quella degli artisti successivi.

Non a caso, proprio all’insegna di ‘Generazioni’ nasceva qualche decennio fa, un gruppo, in cui ritroviamo, unitamente con qualcuno dei ‘padri storici’ appena citati, anche  Lanzione, autore allora di una pittura intensamente costruttiva, intelligentemente evoluta, poi, dalle trasparenze iniziali delle Carte veline alle luminescenze sfaldate dei suoi piani cromatici attuali.

Il gruppo di ‘Generazioni’ merita la  sottolineatura dell’importanza storica che ebbe, poichè  seppe lasciar affermare  un linguaggio artistico che vorremmo definire ‘mediativo’ delle ragioni proprie della normazione astratto-geometrica e di quelle delle prammatiche materico-gestuali di ordine ‘informale’.

Un alveo culturale, insomma, denso di fatti propositivi intelligentemente correlati tra loro si dispiega nel corso del tempo ed assume esso il significato storico di ambiente fertile e vantaggioso per la germinazione d’un indirizzo – che è originale, ma non senza radici  – all’interno del quale un manipolo di artisti, oggi, riuniti sotto l’insegna di ‘Astrattismo Totale’,  va sviluppando una sfida  generosa ed appassionata alla ricerca di un punto di equilibrio in cui si sintetizzino efficacemente le ragioni della normazione geometrica e della libertà propositiva della corporeità gestuale.

Incontriamo, così, accanto a Mario Lanzione, le personalità di Giuseppe Cotroneo – dalle sensibilità lirico-informali –  e di Antonio Salzano – pensosamente rivolto ad una riflessione esistenziale – protagonisti e fondatori del gruppo di ‘Astrattismo Totale’, un gruppo al quale guardano con occhio attento e partecipe, condividendone le ragioni identitarie, anche  le personalità di Fabio Mariacci e di Myriam Risola, unitamente con quelle di Giovanni Cuofano, e di José Bonsangue, che provvedono ad animare un intervento particolarmente prezioso, ove la sintesi formale si definisce in un affondo contenutistico di rilevante spessore.

Le ragioni ‘geometriche’, nell’azione creativa di questi artisti, si producono nella  determinazione normativa d’un telaio compositivo sulla cui struttura si dispiega la promozione – talvolta anche esondante – d’una libertà  di gesto che ha il pregio di suggerire ed esprimere condizioni di un’autonomia propositiva che si dispone a convergere in una visione di producente integrazione ‘astratto-informale’.

Si srotola, in tal modo, lo sviluppo di una raffinata dialettica che amplia la portata dell’offerta di ricerca, andando a perimetrare un territorio espressivo in cui la sintesi delle peculiarità creative individuali si costituisce in una unità di sentire presieduta da robuste ragioni di incontro della normatività prescrittiva dell’ordine astratto-geometrico con l’enucleazione di forze primigenie che animano il dettato interrogante d’una coscienza bisognosa di esprimersi con libertà di gesto.