MARIO LANZIONE E L'ASTRATTISMO TOTALE


MARIO LANZIONE E L'ASTRATTISMO TOTALE

di Mauruzio Vitiello
dal periodico per il sud del terzo millennio "Il Brigante" del 2 settembre 2013

Il critico d'arte e docente universitario Enrico Crispolti precisava, tra l'altro, sull'artista [da "Una linea napoletana", a cura di Enrico Crispolti, catalogo della mostra tenutasi al Palazzo Marchi di Pordenone, Edizioni Mazzotta, Milano, 1987]: " … La ricerca di Mario Lanzione si è venuta decisamente caratterizzando in chiave lirica da circa dieci anni a questa parte, dopo un esordio informale nei primi Settanta, subito coinvolto nell'impiego della carta, allora in strappi (1974). Nel 1977 infatti Lanzione lavorava con carte veline e tempera, cercando trasparenze, filtrazioni di luce, in un evidente lirismo introspettivo, che valutava il rapporto con la realtà soltanto se intimisticamente filtrabile. In questi termini, in un cromatismo bassissimo, appena affiorante, ha lavorato fino al 1980, quando hanno cominciato a manifestarsi nelle sue proposizioni, fra filtrazioni e impronte segniche, sempre in tempera e carte veline, prime definizioni di spartiture geometriche. Che in particolare nel 1983 hanno preso consistenza come costituite trasparenze luminose (tema della "finestra", ricorrente nei titoli), attraverso un colore appena più acceso in risalti di senso strutturale, là dove infatti si insinuavano sorta di spigolature geometriche come trama portante (anche ironicamente) del dipinto. Una nuova stagione nella ricerca pittorica di Lanzione si definisce nel 1986 nell'organizzarsi di una spazialità a setti compenetrati, nell'uso solido dell'acrilico che permette l'accendersi del colore, anche in accenni atmosferici serrati in costruzioni strutturali geometriche. Il lirismo di Lanzione si fa allora più spaziale. E nelle tele del 1987 le costruzioni sono più forti e complesse, e cromaticamente sostenute, in un gioco di ambiguità spaziali arricchite da incastonamenti evocativi di frammenti appunto d'accenno atmosferico naturale, in isolati riquadri. Un grande respiro spaziale, e un senso di arcano, anche, di una certa magicità di presenze, mi sembrano avvertibili in queste nuovissime prove … .
Tiziana Fratini, invece, che ci sembra chiara e determinata, per la mostra SPAZI IMMAGINARI di Mario Lanzione, tenutasi dal 5 dicembre 2009 al 7 gennaio 2010, c/o IMMAGINARIA arti visive gallery di Firenze, segnalava, tra l'altro: "Squarci di luce aprono le tele di Mario Lanzione, in una sequenza di sovrapposizioni di colori, dai più tenui e luminosi, ai più decisi e scuri. Squarci di luce irraggiano svariate policromie dall'oscurità, invadendo la tela, o imprigionati da essa, dietro apposite fessure, ne suggeriscono l'intensità e la forza. Morbide pennellate seguono linee geometriche, nell'intento di visitare realtà fisiche e interiori che uniscano l'immaginario al reale, l'effimero della materia al soprannaturale, nell'idea che l'artista si prefigge di trasmettere.
La composizione pittorica talvolta sfugge dalla spigolosità delle forme, in linee più sinuose, altre volte sottolinea con risparmi di colore figure più marcate e oggettivamente più resistenti all'introspezione.
La pittura di Mario Lanzione è davvero uno specchio dove la luce si scompone nei colori di un'anima universale, che riguarda i percorsi vitali della materia, i nostri viaggi fantastici e interiori nella ricerca di qualcos'altro che è altrove e al di fuori di noi. Vale davvero la pena di visitare i suoi "spazi immaginari" per viaggiare attraverso i suoi squarci di luce fino a toccare l'indefinito."
Di sicuro, Mario Lanzione riesce sempre a bilanciare spirito e dinamica, calcoli concreti e tensioni emotive, pensiero e azione in dipinti di rara intensità, in cui si bilanciano direttrici su orizzonti, tagli su prospettive, colorazioni terse su cromatismi intensi; insomma, riesce ad essere libero nell'interpretazione equilibrata delle vene dell'Astrattismo Totale.
Mario Lanzione è un salernitano che ha abbracciato, da tempo, il Beneventano. E' Vice-Preside del Liceo Artistico Statale di Benevento e cura, con altri amici un gradevole e accogliente spazio aperto alle arti visive contemporanee, l' "Arte Studio-Gallery", veramente a due passi dal grandioso "Arco di Traiano", imponente, maestosa, magica struttura romana, che sfida i secoli grazie ai restauri.
Mario Lanzione, nasce a Sant'Egidio del Monte Albino (Salerno). Studia al Liceo Artistico di Salerno e all'Accademia di Belle arti di Napoli.
E' docente di discipline pittoriche al Liceo Artistico Statale di Benevento. E' impegnato nel settore della pittura astratta; dal 1975 espone in personali e collettive. Con la personale del 1976, alla Galleria d'Arte Contemporanea "La Roggia" di Pordenone, dimostra la sua passione per la pittura informale e geometrica. Espone in Turchia, in molte città italiane e all'Expo Arte di Bari; prosegue con mostre a Miami, al Museo di Arte Moderna di Tokyo, a quello di Mendoza, di San Juan e di Buenos Aires, a Instabul, in alcune città della Slovenia, Salisburgo e Innsbruck, Zurigo e Berlino …
Mario Lanzione con "Astrattismo Totale" in compagnia di Giuseppe Cotroneo e Antonio Salzano è all'Expo Arte di Bari 2013, trentesima edizione. Quest'anno ha esposto anche alla galleria RECO' di Città di Castello, dove è stato presentato un catalogo con un suo testo esplicativo sul gruppo, che è riuscito a formare e che opera sulla base logistica dell'Arte Studio-Gallery di Benevento, dove sono transitate opere di Renato Barisani, Bruno Donzelli, Fabio Mariacci, Domenico Spinosa …
L'"Astrattismo Totale" nasce con il periodo delle "Carte Veline", prodotto da Mario Lanzione.
E' tra i primi artisti a sperimentare l'idea di mettere insieme i due opposti concetti razionali e irrazionali dell'Astrattismo, proseguendo un'indagine che assimila, metabolizza e annette la pittura informale a quella nettamente geometrica, ma non solo.
Quest'idea la condivide in pieno con i bravissimi artisti Giuseppe Cotroneo e Antonio Salzano.
I tre artisti, tutti campani, sono convinti dell'esistenza di un punto d'attrazione e di fusione, quindi,d'incontro, dialetticamente valido, degli elementi linguistico-stilistici, che hanno consentito l'evoluzione dell'Astrattismo.
Geometria e materia, istinto e ragione, segno e riverbero, luce e spazio, sono i contenuti sviluppati da Giuseppe Cotroneo, Mario Lanzione e Antonio Salzano nell'ambito dell' "Astrattismo Totale", quanto gli impulsi emotivo-psicologici, la sintesi tra sofferenza e gioia di vivere, il connubio tra materia e spirito, l'àlchimia dei ricordi e degli umori tra la memoria del passato e l'affermazione del presente e l'assunzione di un'astrazione poetico-lirica, dai risvolti dinamici e in continua evoluzione.
Questa volontà di sintesi si rivela in Lanzione, attraverso il pensiero cosmico delle origini della vita e del suo procedere; in Salzano è dettato dalla stessa energia, che diventa certezza nel divenire degli eventi e nella speranza di una vita esemplare; in Cotroneo, invece, s'identifica con la spontanea assimilazione di una realtà da accettare così com'è, nel bene e nel male, restando nella propria dimensione di uomo che trova nell'arte, fortunatamente, il rifugio intimo delle proprie fiduciose fantasie e, parallelamente, la sicurezza dell'avvento del proprio "esprit".

 

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