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Arte/Studio – Gallery di Benevento

Inaugurazione mostra

Aprile 2013

Arte/Studio – Gallery di Benevento

Inaugurazione mostra

Aprile 2013

diventa certezza nel divenire degli eventi e che, in Cotroneo,

s’identifica con la spontanea assimilazione di una realtà da

accettare così com’è, nel bene e nel male, restando nella

propria dimensione di uomo che trova nell’arte, il rifugio delle

proprie speranze.

Il non-finito di Michelangelo è frutto della geniale intuizione

dell’artista di bloccare l’opera nella fase in cui percepisce il

punto di equilibrio tra la forma e l’informe, fra l’idea e la

materia, fra la vita e la morte, tra due forze contrapposte. Quel

suo pessimismo a non poter raggiungere la perfezione (poiché

solo Dio può farlo) è superato proprio quando lascia

incompleta l’opera, tralasciando il forte pregiudizio che il finito

artistico sia una condizione necessaria perché l’opera acquisti

valore. Con questa scelta intuisce l’esistenza di una verità che

va oltre la realtà comunemente percepita, ponendo le

premesse per una moderna concezione dell’arte. Tutto questo

sta a indicare che il fascino di una realtà misteriosa esistente

oltre una scontata e riconoscibile realtà, impone l’esigenza di

una ricerca più attenta e oculata. In questo senso, Cotroneo,

Lanzione e Salzano continuano sul sentiero della ricerca e

della sperimentazione, laddove la materia esprime il concetto

estremo della realtà esistenzialistica dell’uomo e l’energia

vitale che tenta di “liberarsi” da essa è la ragione che porta la

mente umana a riflettere sulla possibilità di una verità che è

oltre il mondo percettibile.

Giuseppe Cotroneo, con la purezza di un’energia dettata

dall’intimo, nel corso di un decennio, ha prodotto una raccolta

di grafiche che sembrano stampe antiche. Un lavoro

minuzioso di segni incrociati e sovrapposti che si addensano

al centro della composizione determinando una simbiosi tra

macchie chiaroscurali e percezione volumetrica. L’attualità del

linguaggio lo induce a eliminare i contorni per spaziare oltre i

limiti del reale, abbandonandosi a impulsi emotivi dettati

dall’inconscio. Le impercettibili forme corporee perdono la loro

configurazione anatomica per trasformarsi in masse informi

con connotazioni naturalistiche che dalla casualità del

tratteggio si espandono in un’astrazione armoniosa. Sono

segni della memoria con ritmi e pulsioni di una sensibilità

interiore che, a contatto con il mondo reale, descrivono stati

d’animo e ricordi d’infanzia vissuti nella gioia del contatto con

la natura e illuminati dall’amore dei genitori. Segni della

memoria che, tra drammatici eventi che hanno determinato un

vuoto affettivo e periodi di sofferenza fisica e psicologica,

vengono affidati all’estro creativo ove, tutte le tragedie di