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la geometria, invece, è usata come compensazione o

contorno della massa pastosa e granulosa, la composizione

prende energia e genera un dinamismo che ricorda quello dei

futuristi. E’ un’operazione, quella di Giuseppe Cotroneo che si

pone ai primordi di un’esperienza ancora da esplorare e da

approfondire in tutta la sua affascinante avventura.

Mario Lanzione, ha da sempre cercato di trasformare

l’irruenza gestuale in una forma espressiva lirica e di

umanizzare l’assoluto della geometria attraverso trasparenze

e velature. La geometria e la materia sono i due elementi

fondamentali della pittura di Lanzione.

Nel testo critico “ASTRATTISMO TOTALE: un percorso

artistico tra materia e geometria”, Pinto definisce pienamente

nel titolo l’operato di Lanzione e scrive: - … Mario Lanzione,

con caparbia e pregevole coerenza, va coltivando la ricerca di

una formula espressiva in cui si manifesti con pienezza di

capacità argomentativa, non la conciliazione forzata di due

elementi estranei, la geometria e la materia, ma la loro identità

nella cosalità dell’oggetto di cui esse costituiscono gli aspetti

complementari .-. Un concetto, questo, che fa capire quanto

l’impegno dell’artista non sia la casualità di un percorso ma la

convinzione di confermare un obiettivo da sempre perseguito

possibile, quello della fusione delle due tendenze. Nello

stesso anno, Calabrese, a conferma di quanto detto, nel testo

“Cosmici eventi e liriche visioni” scrive - …. L’astrattismo totale

di Lanzione è inconfutabilmente autonomo e tale va

interpretato, perché distante da ogni vincolo magistrale e

orientativo. Avendo l’artista intuito che la vita è mistero tra

regola e desiderio, non si è beato a celebrare nell’astrattismo i

trionfi dell’irrazionalità in allegria di naufragi, né ha seguito le

vie della ragione che non esce dai suoi rigori. Non ha voluto

correre neppure il rischio del concetto che alla fine visibilizza il

già noto.… Mario Lanzione s'incanta nel presente visibile e

nell'altrove intuibile, la sua astrazione totale traduce

nell’immaginario la vita come un continuo correre e l’universo

come una vicenda di movimenti di luci …. -. In queste

affermazioni, c’è la sostanza dell’operazione artistica di

Lanzione che, instancabilmente, continua nella sua ricerca di

un linguaggio nuovo e attuale attraverso l’Astrattismo Totale.

In Salzano l’entità istintiva è l’applicazione del carattere

coloristico che attraverso la luce e la tridimensionalità acquista

corposità materica indicandone l’aspetto passionale

dell’artista. Agnisola scrive - … Il linguaggio di Antonio

Salzano si affida alla geometria del segno ma, una volta

assuefatto l’occhio, una volta accolta la scelta prospettica del

suo vocabolario, si rinviene tutta una trama di rimandi

simbolici, di prospettive interne, di spazi interiori che ribaltano

la prima. Nelle sue opere c’è il gusto di una certa pittura

medievale, filtrata però dalla lezione astratta e surreale che

dilata lo spazio interno, che lo complica nel taglio delle

molteplici e intrinseche suggestioni della forma e del colore.

Sicché l’immagine restituisce, in una sintesi calibrata tra

ragione visiva e risalto dell’emozione sia le espressioni di una

lirica pensosità, sia il bisogno di un’interiore armonia ... -.

L’evoluzione della pittura di Salzano consiste proprio nella sua

continua ricerca che non si ferma a schemi già acquisiti, ma

rivela le radici delle sue origini mediterranee. I dipinti più

recenti, fanno parte di una ricerca sui toni caldi e materici ove,

nell’accostare i rossi ai marroni o ai viola-rosso, si completa

una composizione che evidenzia una materialità

mediterranea,

una “solida” geometria vibrante di luce e di

calore umano. Dalle superfici spaziali ben definite, frammenti

geometrici affiorano come eventi proiettati da flussi di energia:

sono simboli tradotti in forme cilindriche, tronchi di coni o di

piramidi che, come cunei taglienti s’infiltrano tra le strutture di

contorno, s’insinuano nelle spaccature, s’intersecano, si

sovrappongono o si allungano in esse; sono campi magnetici

che si attraggono o si contraggono come i segni di un destino

che sta per compiersi. A volte le immagini si bloccano, si

fermano, si allineano si aprono sui cortili dell’esistenza. E’ qui

l’incanto della pittura di Salzano, rivelante vicende umane che

riempiono la tela in una composizione geometrica unica,

vibrante e umanizzata.

Nel divenire di esperienze maturate nel tempo, il messaggio

dei tre artisti campani è affidato all’arte Astratta in tutta la sua

potenziale possibilità espressiva. Se le due correnti artistiche,

l’Astrattismo geometrico e l’Informale, sono state le punte

estreme di opposte visioni, l’Astrattismo globalizzante di

Cotroneo, Lanzione e Salzano è il risultato di uno studio

basato sulla convinzione che esiste un punto d’incontro

dialetticamente valido nella complementarietà degli elementi

linguistici e stilistici che hanno consentito l’evoluzione

dell’Astrattismo: geometria e materia, istinto e ragione, segno,

luce e spazio, si coniugano nell’“

Astrattismo Totale

”.

Benevento novembre 2012