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Arte/Studio – Gallery di Benevento

Inaugurazione mostra

Aprile 2013

Arte/Studio – Gallery di Benevento

Inaugurazione mostra

Aprile 2013

Antonio Salzano con le sue opere

percezione di un’evoluzione che parte da un’esperienza

“Informale”, valica la soglia del visibile e va oltre il limite

dell’invisibile, non come partenza ma come punto di arrivo di

quegli impulsi emotivi esistenzialistici.

Nell’opera di Lanzione, i segni della memoria si trasformano in

segni del tempo e, i complessi stati d’animo e i ricordi

d’infanzia, non s’identificano con il sentimento del “fanciullo”

ma con l’idea di una realtà esistente oltre gli infiniti orizzonti

percepibili dalla mente umana. La siepe, di leopardiana

memoria, diventa la “lineare punteggiatura luminosa” o “la

siepe trasparente di umana immaginazione”: spettacolo offerto

dall’incantevole visione notturna che ci perviene dagli infiniti

strati cosmici. Qui, i segni della memoria e quelli del tempo

diventano i segni del cielo; una percezione dell’ignoto

attraverso uno spazio infinito ove immergere lo spirito, alla

ricerca di un Dio che contiene in sé la verità di tutte le origini.

E’ nell’intersecarsi di queste riflessioni che Lanzione recupera

l’elemento materico che indica la natura dell’uomo nella sua

fragile esistenza; la materia, che è all’origine dell’esistenza

umana, rappresenta la vita ma anche la morte. E’ l’elemento

simbolo della natura materialistica del genere umano che

tenta di liberarsi da quella “prigione” che impedisce allo spirito

di elevarsi in tutta la sua nobile espressione. Un’entità astratta

che è liberata proprio quando la mente smette di pensare, per

donare i battiti del cuore all’irraggiungibile mistero dell’ignoto:

è la vita che si spegne ed è la morte che dà vita allo spirito.

Nelle ultime opere di Cotroneo, la scultura diventa pittura e il

supporto appare e scompare tra materiali assemblati, tra

sfumature di colori e masse materiche, tra fessure che

indicano uno spazio oltre il visibile e costruzioni geometriche

ottenute con fili di ferro sovrapposti alla tela. Gli sfondi dipinti

ricordano segmenti paesaggistici, materializzano volti

scomposti o sventrati in una decomposizione organica

appartenenti alla memoria di una natura che crea e distrugge,

dona la vita e la riprende tra i flussi e i riflussi di un tempo che

scorre inesorabile, nella rigenerazione del genere umano.

Costruzioni geometriche, a volte cubiformi, dalle facce

trasparenti che lasciano intravedere la materia imprigionata,

simbolo di una realtà distrutta e devitalizzata che, tra tagli in

profondità e struttura geometrica fuoriesce dal supporto

materico generando un divenire dello spazio sotto e sopra la

superficie. Cotroneo ricerca una tridimensionalità che diventi,

al tempo stesso, il contenitore di un valore (contenuto) plastico

e parte integrata o costretta all’interno di una struttura; quando